Andrea Dovizioso è rimasto indelebilmente impresso nella memoria dei tifosi grazie al duello con Marc Márquez negli ultimi metri delle gare. Si è trattato di un duello duro ma assolutamente corretto, senza gesti superflui né scuse. Solo due piloti, due moto e una lotta fino alla bandiera a scacchi. Proprio per questo “Dovi” è uno dei piloti che noi di MotoZemi stimiamo immensamente. Non ha mai conquistato il titolo mondiale della MotoGP e viene spesso definito il pilota più sottovalutato. Ciononostante, è entrato per sempre nella storia come una delle più grandi personalità dell’era moderna della classe regina.
- Dal campione del mondo della classe 125cc all’élite della MotoGP
- Il professore sulle due ruote
- L’uomo che ha risvegliato la Ducati
- Per tre anni l’unico vero rivale di Márquez

Dal campione del mondo della classe 125cc all’élite della MotoGP
Andrea Dovizioso è nato il 23 marzo 1986 a Forlimpopoli, in Italia. Fin da bambino era chiaro che la velocità gli scorreva nelle vene. Nel 2004 ha conquistato il titolo mondiale nella classe 125 cc, battendo stelle allora emergenti come Jorge Lorenzo e Casey Stoner. Successivamente è passato alla classe 250 cc, dove si è classificato due volte vicecampione del mondo, prima di approdare alla MotoGP nel 2008.
Il professore sulle due ruote
Andrea non è mai stato un pilota che vincesse grazie alla forza o all’aggressività. Le sue armi principali erano una frenata chirurgicamente precisa, una gestione perfetta delle gomme, un approccio analitico, un numero minimo di errori e la capacità di leggere la gara con diversi giri di anticipo. Proprio per questo il paddock ha iniziato a soprannominarlo “Il Professore”. Sapeva esattamente quando attaccare e quando aspettare.
L’uomo che ha risvegliato la Ducati
Quando nel 2013 passò alla Ducati, il marchio italiano non era certo tra i favoriti. Ma Dovizioso contribuì pazientemente allo sviluppo della moto e, insieme al team, costruì una moto che in seguito sarebbe diventata una forza dominante nella MotoGP. La prima vittoria arrivò dopo lunghi anni, in Malesia nel 2016. Un anno dopo, Andrea era già in lizza per il titolo mondiale e vinse ben sei Gran Premi. Alla fine, fino all’ultima gara della stagione, ha dato vita a un fantastico duello con Marc Márquez. Il titolo gli è sfuggito, ma grazie a lui la Ducati è tornata tra le migliori in assoluto.
Per tre anni l’unico vero rivale di Márquez

Le stagioni 2017, 2018 e 2019 sono tra i periodi più belli della MotoGP moderna. Andrea Dovizioso è arrivato tre volte consecutive vicecampione del mondo ed è stato l’unico pilota in grado di tenere testa a lungo al fenomenale Marc Márquez. I loro duelli in Austria, in Qatar, in Giappone o a Motegi sono oggi tra i momenti leggendari della MotoGP. Spesso a decidere le sorti delle gare erano le ultime curve e differenze di pochi millesimi di secondo.
Andrea non era solo un pilota veloce. Era anche uno sviluppatore, un perfezionista e una persona che ha contribuito a gettare le basi della moto su cui in seguito hanno conquistato i titoli sia Francesco Bagnaia che la Ducati nel suo complesso. Noi di MotoZemi ammiriamo i piloti che dimostrano che la velocità non è solo una questione di coraggio, ma anche di intelligenza, esperienza e duro lavoro. Ed era proprio così il pilota Andrea Dovizioso. Un grande, che non si è mai arreso, che per lunghi anni ha mantenuto la Ducati tra i migliori e ha costretto persino lo stesso Márquez a spingere al limite assoluto.
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Autrice: Jana Prnková